LE GRANDI VETTE DELLA LAGA:
1)IL MONTE GORZANO (2458 metri)

Prende il via con la presente scheda, una nuova serie di Post dedicati alle grandi vette della Laga, che vorremmo allargare, almeno nelle intenzioni, anche a quelle elevazioni minori della stessa catena che continuano in qualche modo a focalizzare l’interesse delle popolazioni locali.
Ovviamente, l’attenzione iniziale non può che essere rivolta al “tetto del Lazio” e della stessa Laga ovvero, al MONTE GORZANO: una montagna grandiosa e spettacolare che proprio per queste ragioni, negli ultimi anni, ha visto crescere in maniera esponenziale l’affluenza degli escursionisti. Tuttavia non può certo passare inosservato uno strano paradosso, che porta ancora una volta a riflettere sul livello del disinteresse che storicamente ha continuato a condizionare questo angolo di Appennino.
Per comprendere: in Abruzzo, anche i bambini sono a conoscenza che la loro montagna più elevata è il Gran Sasso. Alla stessa stregua, tutti i marchigiani sanno che il loro tetto geografico regionale è rappresentato dai 2476 metri del Monte Vettore e così a seguire, vale anche l’Etna per i siciliani, il Bernina per i lombardi, la Marmolada per i veneti e via continuando…
Nel Lazio, chissà perché, pochi sono a conoscenza di quale sia il rilievo regionale più alto, nonostante la ragguardevole quota di 2458 metri e ancora meno sono quelli che posizionano lo stesso Gorzano, all’interno della catena dei Monti della Laga.
Strano scherzo del destino, oppure…c’è dell’altro?
Sicuramente hanno giocato un ruolo importante le note vicende storiche legate alla sottrazione del territorio amatriciano agli Abruzzi, in occasione dell’istituzione della provincia di Rieti. Tuttavia è trascorso ormai quasi un secolo e le ragioni pertanto, sono evidentemente da ricercare anche altrove…
Noi siamo più che mai convinti che basterebbe una semplice presa di contatto, magari anche occasionale, per accendere quel sentimento di appartenenza sempre pronto a manifestarsi di fronte a tanta bellezza…Perché in realtà sono tanti gli itinerari praticabili che risalgono questa montagna, e peraltro tutti di grande fascino…
Sul versante laziale di Amatrice, c’è il noto itinerario che dal Sacro Cuore di Capricchia, si inoltra nella selvaggia Valle di Selva Grande, toccando in alto i resti di alcuni storici Stazzi stagionali per le greggi, in ambiente maestoso. Più avventuroso e per escursionisti molto esperti, è invece l’anello che collega il borgo di Preta, attraverso il Fosso di Malopasso e lo Stazzo del Fucile, fino a raggiungere la Cima della Laghetta e percorrere cosi l’ultimo aereo tratto che raggiunge la vetta del Gorzano. La discesa avviene sull’evidente crinale che collega il Colle Vacciuno con il Colle Innamorato, piegando poi verso sinistra, entrando nell’evidente Fosso di Ortanza, fino ad intercettare il percorso di andata.
Nel versante abruzzese invece, si può iniziare dal borgo di Cesacastina di Crognaleto, per risalire la spettacolare Valle del Fosso dell’Acero, meglio conosciuta come Valle delle Cento Cascate, oppure risalendo la suggestiva e sorprendente Valle del Fiume Tordino, dall’abitato di Padula di Cortino. Per chi ha gambe allenate, vi è anche la possibilità di partire dalla località Ceppo di Rocca S. Maria, o addirittura dalla frazione di Fioli.
In tutti i casi proposti, è difficile descrivere la quantità di meraviglie che l’occhio umano può essere capace di intercettare in una sola volta, ma possiamo assicurare che nonostante l’inevitabile fatica, una simile esperienza resterà…davvero indimenticabile..
21 dicembre 2020 Roberto Gualandri

Foto: immagini durante alcune escursioni alla cima del Gorzano.
Ultima foto gentilmente concessa dalla nostra amica Vania Calandrelli