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Poggio Cancelli

IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA:
9) POGGIO CANCELLI, PROFILI DI IMMAGINI E ARMONIE DI SUONI

Com’è noto, nella sua parte più meridionale, la catena dei Monti della Laga protende un ultimo lembo di territorio per abbracciare un angolo amministrativo della provincia dell’Aquila, caratterizzato dalla presenza del più grande e suggestivo specchio d’acqua d’Abruzzo: il Lago di Campotosto.
Proprio tra questi luoghi, in corrispondenza di una delle tre dighe poste per scopi idroelettrici, spicca l’esistenza di un antico borgo posizionato su un ripiano naturale a 1300 metri di altitudine: è l’abitato di Poggio Cancelli, frazione del Comune di Campotosto.
E’ la Laga dei mille profili, ognuno dei quali appare ai nostri sguardi…in maniera sorprendentemente ammaliante, come nel caso di quelli che ero abituato a scorgere salendo dal borgo lungo la Sella Magnara, fino a raggiungere le solitarie creste panoramiche del Monte Coculle (1564 metri) e del vicino Monte Cardito (1592 metri).
Purtroppo chi arriva solo ora a Poggio Cancelli, fa fatica ad immaginarla nei suoi abituali contorni, dopo i danni irreversibili riportati a seguito delle interminabili sequenze di scosse sismiche, che a più riprese, a partire dall’anno 2009, hanno tenuto l’Italia intera col fiato sospeso…
È l’altra faccia di queste meravigliose terre selvagge, da sempre difficili da addomesticare; basta voltare indietro lo sguardo e rileggere le pagine della storia…
Quella di Poggio Cancelli infatti, non è poi così dissimile dagli altri luoghi limitrofi, essendo per lo più contraddistinta da accese contese tra contee rivali, nonostante la distanza dalle principali vie di comunicazione tra Tirreno e Adriatico, nonché dal pericolo rappresentato proprio dai terremoti, spesso…particolarmente rovinosi per le popolazioni locali.
Tuttavia, sia la posizione di rilievo come snodo di collegamento tra i territori dell’Alta Sabina e l’Abruzzo, che la favorevole disponibilità di suoli prativi, hanno sicuramente agevolato nei secoli lo sviluppo di una delle forme più autentiche di società rurale: la civiltà pastorale.
È opinione diffusa che in queste zone, la stessa, abbia raggiunto la sua massima espressione rappresentativa, in quanto impreziosita da uno straordinario modello di manifestazione orale, realizzato attraverso canti a braccio e narrazioni improvvisate da parte di poeti-pastori. Un esempio spontaneo di libera interpretazione autodidatta, che ha reso indubbiamente la poesia più “vera”, poiché capace di sintetizzare al meglio l’indissolubile legame tra queste genti e la loro terra di origine…
Così come altrettanto stupefacente è l’annuale rievocazione storica della “Sposa Pojana”, un caratteristico corteo organizzato con costumi tradizionali originali, che richiama le antiche usanze dei matrimoni, durante i quali, la sposa veniva accompagnata con la classica “barozza” trainata da buoi ben decorati, nella nuova casa di appartenenza.
Un rito davvero suggestivo che rispondeva originariamente ai propositi di buon auspicio, più che mai di stretta attualità persino ai nostri giorni, nell’attesa che anche questa volta, Poggio Cancelli torni insieme alle sue straordinarie genti…a brillare di luce propria….
29 gennaio 2021
Roberto Gualandri
Foto 1 e 2: Scorci di Poggio Cancelli immortalati dall’Associazione Radici Pojane;
Foto 3: il Lago di Campotosto
Altre foto: Rievocazione della Sposa Pojana#
#associazioneradicipojane #borghidellalaga


Dal Bollettino RADICI di Maria Rita Rascelli

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