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Preta

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IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA:
6) PRETA, UN LUOGO DI SOGNI E DI FANTASIE

Ho coltivato nel tempo la grande passione per la montagna appenninica, frequentandola con assiduità dalla lontana Emilia…fino al profondo sud, tanto che ho avuto il piacere di assaporare incantevoli luoghi dell’anima, dove il richiamo della presenza era talmente intenso…da dover sembrare perfino inspiegabile agli occhi altrui…
Ebbene, una di queste zone è senza dubbio Preta e i suoi dintorni…
L’Amore, la Fantasia, la Favola.
Così titolava il disegnatore Alberico Blasi sintetizzando in maniera lodevole il proprio originale contributo di vita vissuta, in questo delizioso paese, abbarbicato a 1200 metri di altitudine, nel cuore del versante laziale dei Monti della Laga.
Siamo nel Comune di Amatrice, ovvero in quelle zone dove l’intensità del sisma ha raggiunto la sua massima espressione, come se il destino avesse provato intenzionalmente a recidere, senza riuscirvi, quell’indissolubile legame che da sempre unisce la montagna e le sue genti.
Quello stesso legame che ha finito inevitabilmente per contagiare anche tante altre persone, compreso chi vi scrive…
Amavo spesso infatti direzionare le mie escursioni nel versante amatriciano della Laga, partendo proprio da Preta, a volte proponendo ai partecipanti semplici passeggiate lungo il Fiume Tronto, attraverso la Piana di S. Lorenzo, oppure risalendo il Fosso del Vallone per raggiungere i salti del Fosso di Ortanza. Altre volte, impegnavo gli escursionisti più allenati per spingersi fino alla vetta del Monte Gorzano.
Irrinunciabili in tutte le occasioni, le camminate nel borgo per godersi un contatto diretto con gli accoglienti cittadini residenti: perché questo è il tempo delle memorie e dei ricordi riemersi in filigrana…
Di tanto in tanto, invece, la mia audacia mi sollecitava ad avventurarmi in solitaria verso uno dei luoghi più impervi e spettacolari della Laga: lo Stazzo di Colle D’Asino, posto a 1760 metri di altitudine. Un piccolo ricovero stagionale in pietra, utilizzato nel passato dai pastori. Un luogo di incredibile bellezza e di infinita suggestione, così scosceso, da richiamare in ogni circostanza il pensiero verso tutti coloro che si sono avvicendati su questi scomodi pendii, per l’esercizio della pastorizia.
A distanza di tempo rimangono intatti gli echi dei suoni della natura, ma nel frattempo siamo qui a coltivare la speranza di rivedere presto il borgo di Preta restituito ai suoi abitanti.
Nell’attesa, dedichiamo a tutti voi che avete la pazienza di seguirci, la parte più bella di questo Post; trattasi dello splendido servizio fotografico inviato direttamente dal villaggio provvisorio SAE di Preta, dall’amica Emanuela Pandolfi, a cui va un caloroso ringraziamento e la nostra infinita gratitudine…
Tanti Auguri per un Felice Anno Nuovo
31 dicembre 2020
#borghidellalaga
Testo: Roberto Gualandri
Foto: Emanuela Pandolfi

Roberto Gualandri

🍁🍂 RITORNO A PRETA

🍂🍁🏞L’ho traversata tutta a piedi, lentamente… nel silenzio, dal cartello di ingresso del borgo fino all’area SAE, focalizzando ricordi…in ogni angolo…
🌄Al mio fianco, le inseparabili cime innevate della Laga…
🖼Avevo appena percepito un’aria nuova ad Amatrice, di rinnovata speranza…Salendo al borgo, persino l’accoglienza di uno straordinario esemplare di Capriolo…
🌠Ti aspettiamo Preta, ti rivolgiamo…più bella che mai…Preta di Amatrice, 16 ottobre 2021
#borghidellalaga#Preta#Amatrice


Domenico Ciancaglione

OGGI 19 FEBBRAIO. Allo stazzo di colle d’asino da Preta, uno dei luoghi più impervi e meravigliosi dei Monti della Laga.

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