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Serra

IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA:
5) SERRA, UN NOME, DUE BORGHI, UN DESTINO INCROCIATO…

Tra le tante curiosità presenti nel comprensorio dei Monti della Laga, ce n’è una poco nota, del tutto particolare: trattasi di due borghi non troppo distanti tra loro, con identico toponimo: SERRA.
Il primo situato nel Comune di Rocca S. Maria, raggiungibile attraverso una strada sterrata; l’altro, nel Comune limitrofo di Valle Castellana, servito invece solo da viabilità pedonale.
Diverse sono le analogie che contraddistinguono questi due piccoli insediamenti rurali: anzitutto la posizione, in quanto adagiati in maniera favorevole su di un crinale aperto (serra: sopra la cresta). Quindi il fatto di essere ricompresi tra i nuclei rurali d’epoca del versante teramano, attualmente in stato di abbandono.
Ma anche per essere stati caratterizzati per lungo tempo, dalla presenza stabile di un unica famiglia residente, quasi a simboleggiare un esempio di continuità verso un passato ormai dimenticato….
C’è Vincenzo a Serra di Rocca S. Maria;
C’era Serafino a Serra di Valle Castellana.
Da sempre dediti agli umili e faticosi lavori della montagna, questi piccoli grandi uomini dai caratteri schivi e solitari, hanno tuttavia sempre trasmesso a chi ha avuto la fortuna di incontrarli, un un’ineguagliabile sensazione di libertà…
Poi c’è invece il discorso dell’abbandono e del colpevole disinteresse delle istituzioni verso questi autentici gioielli di architettura insediativa rurale.
Nel primo dei borghi citati, ci sono ancora delle case integre che d’estate si animano di qualche avventuroso vacanziere di ritorno. Diverso invece il discorso che riguarda l’altra Serra di Valle Castellana; qui il degrado e l’incuria hanno preso inevitabilmente il sopravvento, pertanto per ammirarne l’antico splendore, occorre purtroppo rispolverare immagini di qualche tempo fa.
Ma a noi che piace ancora sognare, nessuno potrà mai cancellare l’idea che un giorno questi borghi possano essere riscoperti e rianimati, così come fecero mille anni addietro le popolazioni picene, che trovarono riparo proprio tra questi meravigliosi luoghi, che ancora oggi ci appaiono senza tempo…
28/11/2020
Roberto Gualandri

Foto 1 e 7: Serra di Valle Castellana;
Altre foto: Serra di Rocca S. Maria.
Foto 8 e 9: Celebrazione di un matrimonio presso la chiesa di S. Salvatore a Serra di Rocca S. Maria (per gentile concessione dell’amica Giovanna Romualdi, che ringrazio vivamente)
Foto 10: Altro eccezionale contributo fotografico relativo ad un matrimonio presso Serra di Rocca S. Maria, inviato dall’amica Paola Di Nicola, a cui vanno i nostri doverosi ringraziamenti.

Per gentile concessione di Adriano Di Sante, che ha fornito le foto in b/n della galleria :
Serra Frazione di Rocca Santa Maria (TE). Del borgo si hanno notizie dal 1124 per un benificio di terreni. La chiesa oggi ristrutturata del Santissimo Salvatore si trova all’ingresso del paese. La festa del borgo si festeggia a maggio il giorno dell’ascensione. Si narra che quando era la festa della Serra parecchie persone dei paesi limitrofi venivano a piedi e durante il percorso raccoglievano le lumache dove nei loro gusci erano rinchiuse le anime del purgatorio e solo con la messa della Serra le avrebbero pulite dal peccato.

Da Stefania di Giammartino, foto a colori di mamma pecora col figlioletto. Racconti di Stefania di Giammartino :
Le belle rivalitá tra paesi.. Racconto di mia madre vissuta a Serra : andavamo tutte noi ragazze verso il bivio prima dell’ingresso del paese e li ci si metteva a chiamare gli abitanti di vallepezzata ..e nell’eco della Valle iniziavano i nostri stornelli ..eh vallepezzat d’ mala scjagur duj d sol e nov d lun …e loro da sotto la valle rispondevano : e lj srrajul .. cocca fracch ammonda si cost … Io ho chiesto xchè di questi sfottò …lei …MBE erano bei giovanotti quelli l di vallepezzata …ma tutti con le pecore …allora noi volevamo divertirci così …
La tenerezza infinita di una pecora con il suo agnellino all’interno della casa di mia nonna a Serra …la loro presenza è come una carezza al cuore.
Altri contributi sul gruppo Facebook “Borghi e Sentieri della Laga”

Riceviamo il seguente contributo da Alessio Ianuarii:
Serra è una frazione del comune di Rocca Santa Maria in Provincia di Teramo. Il borgo è sito a quota 1096 metri, nel territorio dei Monti della Laga, all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il toponimo Serra potrebbe derivare dal dialetto locale sèrrə che ha il significato di cresta.[1]. Il borgo, infatti, è edificato sopra una cresta che domina il fosso nel quale sgorga e ha inizio il torrente Vezzola. Il paese apparteneva all’antica Università di Rocca Bisegna, assieme alle frazioni e ai territori di Faiete-Cona Faiete, di San Biagio, di Pomarolo e di Macchia Santa Cecilia. Luigi Ercole, con il suo Dizionario stampato nel 1804 (p. 108), ci fa sapere che gli abitanti di Serra in quel periodo erano 38. Nel 1841 gli abitanti erano saliti a 44. Nel paese, oggi, vive un solo abitante. Durante l’estate alcune persone tornano nel paese natìo per trascorrere un periodo di vacanze. È in progetto il recupero del borgo per farne un albergo diffuso, in rete anche con i borghi di Martese e di Valle Pezzata. Il paese si sviluppa in lunghezza, con case adiacenti all’unica strada del paese.
Notizie storiche
Nel 1124 risulta che i Totoneschi erano concessionari di terre della chiesa aprutina, tra i quali il territorio di Serra. Nel 1270 è documentato la concessione in affitto beni sequestrati tra i quali quelli di Giacomo di Serris. Nel 1279 il capitolo aprutino concede la chiesa di san Salvatore di Serra Stephanesca a Tommaso di Berardo di Serra Stephanesca. Nel 1813 Serra, già facente parte dell’università di Rocca di Bisegno[2] sotto la giurisdizione del vescovado di Teramo, entra a far parte del comune di Rocca Santa Maria.
La chiesa di San Salvatore
In posizione dominante sul paese, poco prima di entrare a Serra, sorge la Chiesa del SS.mo Salvatore (Gesù Cristo Salvatore del mondo). L’attuale costruzione è stata rimodernata nella prima metà del novecento; già in precedenza esisteva una chiesa, sempre intitolata al SS.mo Salvatore. Il giorno di culto tradizionale è il 9 novembre; nel passato, quando in paese era abitato (oggi qui vive una sola persona) veniva qui celebrata la Messa con relativa processione. L’altra festa di antica tradizione era l’Ascensione (di Cristo al Cielo), nel mese di maggio, che richiamava molta gente dai paesi vicini.
Le tradizioni
Durante la festa dell’Ascensione molti abitanti, dai paesi limitrofi, si recavano a Serra. Nel percorso per giungere fino al paese, naturalmente procedendo a piedi, si dovevano raccogliere tutte le lumache che si incontravano in strada, con la convinzione che, in questi animaletti, vi fossero le anime del Purgatorio. A Serra le anime sarebbero, poi, state graziate e pulite dal peccato. Dopo le funzioni religiose, la gente si intratteneva ai margini del paese, sostando sui prati per consumare il pranzo che in precedenza avevano preparato.
Progetto Borghi
Serra è uno dei tre paesi (insieme a Martese e a Tavolero) inseriti nel Progetto “Borghi”, che è stato promosso dall’Amministrazione provinciale di Teramo con l’obiettivo del loro recupero a fini turistici.
Nel corso del progetto sono stati vagliati gli aspetti architettonici, ambientali e turistici di oltre cinquanta borghi compresi nell’entroterra della montagna teramana. I tre prescelti sono stati ritenuti i più interessanti e meritevoli di un rapido recupero e di promozione.
Note
Il toponimo Serra è descritto nel volume di Ernesto Giammarco, Toponomastica abruzzese, Roma, 1969; altri riferimenti toponomastici sono contenuti nel volume La valle dell’alto Vomano e i Monti della Laga, in “Documenti dell’Abruzzo Teramano”, Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, vol. III-1, p. 90
All’epoca dell’abolizione della Feudalità, lo Stato temporale del Vescovato di Teramo si trovò diviso in tredici Comuni o Università, tra i quali l’università di Rocca di Bisegno che raggruppava le Ville di La Fajete (oggi Faiete-Cona Faiete), Pomarolo, Macchia Santa Cecilia e Serra.
Bibliografia
Luigi Ercole, Dizionario topografico alfabetico della provincia di Teramo, Berardo Carlucci e Compagni, Teramo, 1804, p. 108; e in ristampa dell’editore Arnaldo Forni, Bologna, 1984;
Paesi abbandonati: contributo al recupero del patrimonio edilizio dei Monti della Laga, a cura di Giovanni Di Marco, Lucio Di Blasio, Sabatino Fratini, Associazione Gandhi, EGI, Teramo, Edigrafital, 1991, pp. 142–146;
Serra, in La valle dell’alto Vomano e dei Monti della Laga, Teramo, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, 1991, (Documenti dell’Abruzzo teramano, serie 3, collana diretta da Luisa Franchi dell’Orto), vol. III-2, pp. 545–546;
( tratto da Wikipedia)

Edda Bellisari e la mamma di Stefania Di Giammartino ricordano gli scalpellini.

Edda Bellisari ci ha portato all’interno della Chiesa di Serra recentemente restaurata e ci racconta ancora storie interessanti della storia del borgo.

https://youtu.be/-fEfkcp0yTE

L’Ascensione in un bel ricordo di Edda Bellisari

https://youtu.be/A-wK8KcHxqk

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