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Terracino

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Roberto Gualandri

IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA

13) TERRACINO: SOTTO LA VOLTA CELESTE… C’È UN SOGNO

🌄 Arrivavo in silenzio, al primo mattino, quando colori, profumi e suoni, solitamente sprigionano la loro energia migliore. Una passeggiata tra i vicoli raccolti e una sosta davanti alla Chiesa di S. Giorgio, per ammirare il portale e l’arco a tutto sesto in pietra arenaria, ornato a stili rinascimentali.
🌅 Era questo il mio abituale approccio con la frazione di Terracino, l’insediamento abitativo più elevato del Comune di Accumoli, con i suoi 1164 metri di altitudine.
🏔 Siamo nell’alto reatino, nell’unico punto dove il territorio laziale si protende nel versante adriatico. Ma prima di ogni cosa, siamo in una terra di confine dove l’uomo, malgrado una storia di aspre contese, ha sempre cercato di adattarsi ad una morfologia complessa, traendo sostentamento dalle poche attività esercitabili.
🗻 Qualche piacevole casuale incontro per un timido saluto, per poi dirigermi verso la parte alta del paese dove la strada prosegue con l’antico tratturo che risale la montagna.
🦋 Di regola, avevo come obiettivo i 1661 metri dello Scoglio Pecorino, dove una privilegiata terrazza naturale permetteva di contemplare un panorama d’eccezione, verso le catene della Laga e del Gran Sasso, la conca amatriciana e l’alta valle del Tronto. Altre volte piegavo invece più a nord, verso i 1807 metri del Monte Utero, per raggiungere la suggestiva conca del Piano dei Pantani, soprattutto quando prediligevo impegnare un po’ del mio tempo libero ad ammirare le mandrie al pascolo brado, che muovevano lentamente tra i lucenti giochi di luce causati dagli specchi d’acqua…
💐 Poi, come sappiamo…il cataclisma del terremoto, il buio improvviso, e il timore che ogni magia…andasse sfumata… 🌹 Eppure, visto a distanza, il villaggio appare ancora oggi…. così com’era, ordinato nella sua disposizione e straordinariamente accogliente, così come le sue genti, che di giorno e di notte, o all’alba come al tramonto….oppure sotto la pioggia o con la neve, continuano a presidiarlo a qualche metro di distanza, con la forza e il coraggio di sempre…. Perché nessuna sventura può togliere Amore, nessuna attesa può togliere certezza….
🌻 Anche se tutto sembra immobile…c’è un nuovo sogno, custodito nella volta celeste del cielo che accompagna questo nuovo giorno….
23 maggio 2021
#borghidellalaga #Accumoli

Presentazione

Una presentazione in forma di documento sfogliabile preparata dalle meravigliose persone che vivono nei dintorni di Terracino.

Si sfoglia posizionando il mouse nell’angoletto in basso a destra della pagina per andare alla pagina successiva o in basso a sinistra per tornare indietro. Si ha così tutto il tempo di leggere.


Videoconferenza

L’attrattività del borgo di Terracino tra esempi di rivalutazione dell’antico e nuove opportunità

sabato 27 marzo 2021 ore 16:00

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Alcune fotografie di Terracino con le relative attività:

INTERVISTE

Rita Carlacci

Terracino di Accumoli. Ieri a conclusione delle giornate di escursioni nei Monti della Laga ho voluto fare un giro insieme alla mia amica Susanna nelle zone terremotate.
Arrivate a Terracino incontriamo Antonio Citti e Roberto Gualandri con Cristina dell’associazione Pro Terracino.
Io dico: che bel silenzio per chi viene dallo stress della città, un silenzio quasi assordante!!
Cristina: beh per noi è silenzio doloroso! E vedere gente è un piacere , è veder rivivere questo nostro paese distrutto.
“Seguirò i post di Borghi e Sentieri della Laga per tornare presto tra quelle montagne di arenaria di storia millenaria che riempiono l’anima e lo sguardo.

Antonio Citti

Grazie Rita. È importante tornare a visitare questi borghi remoti e bellissimi e sostenerli nella faticosa ricostruzione, che le persone straordinarie che stiamo incontrando, cercano di far sì che avvenga migliorando la vita delle proprie comunità e difendendo l’ambiente unico e meraviglioso dei Monti della Laga.

Per gentile concessione di Cristina Cesarei, ammiriamo questi stupendi animali al pascolo provenienti da Terracino, probabilmente sui pascoli dei Pantani di Accumoli.

Roberto Gualandri

In questo Post ci sono molti dei significati che spiegano perché si amano queste montagne e tutti coloro chi vi risiedono….L’occasione ci è gradita per inviare un caloroso abbraccio all’amico Giorgio Baiocchi di Terracino di Accumoli, uno degli straordinari “Testoni buoni” che consentono a queste terre…di brillare ancora….

Azienda Agricola Baiocchi Giorgio

“C’è un patto tra noi testoni montanari e i nostri animali. Il terremoto può far venir giù la montagna ma non quel patto. Perché non è qualcosa che puoi ricostruire dopo”.
❤️🐮ALLEVATORI
Assieme agli animali, una delle grandi sorprese di questo sisma: esistono ancora. Non solo, ma sono apparsi essere uno dei capisaldi della tenuta del territorio, tanto da essersi meritati per alcuni di loro, la qualifica di testoni proprio per il rifiuto di allontanarsi dalla propria “ragione d’impresa”, gli animali appunto. Ciò sia nel post-scosse più violente, sia durante le nevicate eccezionali.Di particolare interesse è non solo la “tenuta” si potrebbe dire “psicologica” di persone certamente avvezze a stili di vita (e ad eventi più o meno catastrofici) piuttosto spartani e comunque sempre a confronto con la fatica del lavoro; ma anche l’estrema “modernità” di molte di loro nella consapevolezza territorialista del ruolo proprio e dei propri simili per la persistenza di una porzione tanto ampia del nostro Paese.
TESTONI
L’espressione nasce, per voce di un funzionario pubblico nel momento forse più critico dopo le scosse di agosto-ottobre, sino alla nevicata eccezionale che colpì di fatto le medesime zone nel gennaio 2017, aggravando se mai possibile situazioni già ampiamente compromesse come ad esempio quelle dei contadini-allevatori delle terre alte, aziende familiari che avevano già subito danni alla abitazione e alle stalle (o comunque ai ricoveri per gli animali) e che, essendo tali tipologie aziendali difficilissime da delocalizzare, hanno dovuto presidiarle con ripari di fortuna. La permanenza (meglio, il rifiuto di aderire alle richieste di allontanamento da casa e/o dall’azienda) di tali soggetti in zone anche impervie ha determinato diverse interpretazioni del fenomeno: dal lato dell’immaginario collettivo, l’eroica e un po’ naïf resistenza degli abitanti di fronte all’accanimento delle forze della natura, l’incarnazione della sostanza stessa delle genti dell’Appennino; dal lato delle strutture di soccorso, erano soggetti difficili da aiutare, perché appunto collocati in aree impervie, con richieste giudicate non prioritarie […].
Dunque si imponeva un abbandono degli avamposti e uno spostamento verso zone più raggiungibili o comunque all’interno della struttura di assistenza programmata; di qui l’esortazione (ma anche l’intimazione) ai “montanari testoni” a rientrare nei ranghi.
In una striscia animata del 1 novembre 2016 il fumettista Makkox inscena un dialogo tra uno dei testoni e un carabiniere che lo vuole sgomberare, e fa dire al primo: “c’è un patto tra noi testoni montanari e i nostri animali. Il terremoto può far venir giù la montagna ma non quel patto. Perché non è qualcosa che puoi ricostruire dopo”.
Un memo per i ricostruttori di comunità – c’è qualcosa che se viene perso, se fatto perdere, lo si perde per sempre. Qualcosa che, dunque, non si può ricostruire.
(Dal libro: “Piccolo dizionario sociale del terremoto” di Marco Giovagnoli)


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Azienda Agricola Il Passo
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